lunedì 5 dicembre 2011

La velocità di fuga

Fino a quando potranno salvarmi gli oggetti di cui mi circondo, siano essi libri o dischi oppure il tablet su cui in questo momento sto scrivendo?
Fuori c'è la vita nelle sue forme strampalate ed io son qui, forse agli occhi degli altri murato nella non-vita. Esagerazioni? Eppure credo che sia così. Il potere nefasto e salvifico degli oggetti. Gli altri come l'inferno di Sartre. Certe volte ho paura perché il mio cuore non riesce a battere. Certe volte mi chiedo se mi sia rimasto un cuore. Un giorno forse mi pentirò di tutto questo o forse capirò senza rimpianti che non c'era poi molto da fare. Troppo elevata era la velocità di fuga dal mio mondo. Saltavo ogni tanto verso un cielo incomprensibile, poi soddisfatto ricadevo giu'.

martedì 15 novembre 2011

Non come Martin Eden

Caduto in mare come in un sogno. Aveva ragione Conrad. La nave non c'e', la zattera neppure.
Gericault chissà come mi dipingerebbe. E pensando a lui mi viene in mente mentre galleggio che non sono mai stato al Louvre. Ancora il rumore dei gabbiani sopra la mia testa. I miei amici sono tutti morti e i miei parenti pure. Marinaio, fattene una ragione e continua a nuotare.
Anche se non vedi la terra anche se il Sole solo qualche volta ti e' amico. La mia giubba e' tutta bagnata e le alghe ci sono cresciute sopra. Una giubba di alghe e piccoli pesci intorno alle mie gambe. Vorrebbero che andassi giu' dolcemente, sempre più a fondo e con liberazione, manco fossi Martin Eden. Ci ho pure pensato e mi sono guardato dentro uno specchio, but between grief and nothing , I will take grief. Così non sono Martin Eden ma forse qualche altro personaggio e allora mi tocca continuare a nuotare. Sperare che esista l'isola che non c'e', sperare di avvistarla prima o poi e dimenticarsi dei morti. Marinaio fattene una ragione e continua a nuotare. Pero' che disdetta non essere mai stato al Louvre. Che tristezza sapere che ho sprecato tanti dei miei baci e che quando mi chiamavano per nome io ero sempre da un'altra parte. Adesso nuoto nella vastità dell'oceano ma non sono così giovane come avevo sperato.
Aveva ragione Conrad. Aveva ragione Faulkner. Forza Gericault, dal Paradiso dei Pittori alza il pennello e dipingimi.
Giuro che se sbarco sull'Isola che non c'e' come prima cosa faccio l'amore con Wendy sotto gli occhi di Capitan Uncino.

giovedì 20 ottobre 2011

Venti ottobre

Tanta acqua su Roma ed io inzuppato a San Giovanni con i piedi nel fango e nessun modo di arrivare al lavoro.
Suoni di sirene con l'effetto Doppler e i santi giganteschi guardano i poveracci bagnati dall'alto della cattedrale. Una ragazza con alti stivali guada sotto la Scala Santa.
I tombini sono saltati forse perché intasati dalla troppe foglie. Roma bagnata.
Roma sconnessa e ridicola. Qualcuno ha calcolato che son caduti settemila fulmini.

Poi, molto tempo dopo, a casa c'e' un te' caldo.
E le immagini di Gheddafi ucciso. Pupazzo senza vita preso a calci dai vincitori.
Tempo fa ho scritto che gli auguravo di finire così.
Era una bestia feroce e sanguinaria.
Ora dopo quelle immagini di scempio mi pento di quello che ho scritto, di quello che ho pensato.
Ho visto una povera bestia feroce e sanguinaria presa a calci da altre povere bestie feroci e sanguinarie.

domenica 9 ottobre 2011

In mare come le altre volte

Certe volte la solitudine e' come stare in mare aperto e non vedere la costa. Piacevole e terribile allo stesso tempo. Ieri mentre navigavo al largo ho trovato quelle mie vecchie foto: bambino e poi ragazzo, lontano abitatore di un'altra era geologica.
Guardavo quelle foto mentre il mio piccolo vascello scivolava via sopra le onde portandomi non so dove: il vento gonfiava le vele e faceva un po' freddo pero' tutto era così piacevole e silenzioso e non mi sarebbe certo piaciuto tornare a casa.
Perché poi quale sarebbe la casa? Ho davvero un posto in cui ritornare?
Comunque la giornata era bella ed il sole un placido e benefico occhio nel cielo, non sempre brilla così tranquillo, certe volte sembra li' sospeso solo per farti paura ed allora tu puoi pensare solo alle lacrime e al sangue.
Ma ieri invece era placido e tranquillo nonostante riscaldasse così poco. Intanto guardavo attraverso le foto le mie altre vite. Vite passate, appartenute ad un'altra era geologica. Chi l'avrebbe detto che quel bambino sul triciclo avrebbe poi visto nel Tempo tutte quelle altre cose e sofferto e riso così tanto?
I gabbiani intanto volavano alti sopra la mia testa, il mare suonava un motivo dimesso.
Non vedevo la costa in nessuna direzione e mi inquietava la falce del Tempo: sarei dovuto tornare a casa, sarebbe stato molto più prudente.
Pero' quale sarebbe la casa? Ho davvero un posto in cui ritornare?

martedì 4 ottobre 2011

Cattivi epici #5 : Rutger Hauer

Rutger Hauer: uno dei migliori psicopatici mai visti al cinema. Un cattivo epico che più epico non si può. Quasi quasi mi rivedo The Hitcher così mi spavento con nostalgia.

sabato 1 ottobre 2011

Giustizia

Ancora una volta voglio scandagliare scrupolosamente le possibilità che forse ancora restano alla Giustizia.

Friedrich Dürrenmatt

venerdì 9 settembre 2011

La strada polverosa

Oggi una mia collega d'ufficio ha detto che crede nella reincarnazione. Ha cercato di spiegarci un po' questa sua fede ma spiegando si e ' notevolmente ingarbugliata.
Allora anche gli altri hanno cominciato a dire la loro per quanto riguarda la religione, Dio e cose del genere e quindi si sono tutti infognati dopo un po' in una paurosa palude di opinioni sparate così a caso.
Ho detto qualcosa pure io, qualcosa di incolore come al solito, credo. Poi ho taciuto.
Gli altri intanto erano arrivati ai vangeli apocrifi.
Non so se ci reincarneremo tutti come sostiene la mia collega o se vedremo Cristo in paradiso come ha detto l'altro mio collega oppure se non lo vedremo affatto come sostiene qualcun altro.
Oggi ci pensavo e qualche altra volta ci penso, ma il pensiero della fine non e' poi così importante per me: la fine prima o poi arriva e tutte le nostre credenze o congetture saranno solo parole, le vane parole che un giorno scorderemo o ricorderemo male e tutte al contrario...
Pero' pero' continuiamo come sempre a preoccuparci dell'abisso che si spalanca (quanto lontano, quanto profondo?) e non riusciamo neanche a renderci più tollerabile la strada polverosa che ci sta portando li'.

sabato 3 settembre 2011

Enigma contiano

''Da lei saliva afrore di coloniali che giungevano a lui come da una di quelle drogherie di una volta che tenevano la porta aperta davanti alla primavera...''


Paolo Conte canta questi bellissimi versi in Boogie. Arrivato alla parola ''quelle'' fa una pausa. E' allora che si realizza la magia dell'ambiguità. Paolo Conte, poeta enigmista.
E' solamente una mia illusione o quella magia la vedete anche voi?










venerdì 2 settembre 2011

L'impiegato triste

Tutto il viaggio con l'impiegato triste che ti racconta ogni volta la propria storia.
Ecco arrivano i vagoni della metro e tu sei sulla banchina solo coi tuoi pensieri che volano qua e la' come le cornacchie che poco fa hai visto in superficie.
Allora ti raggiunge quell'impiegato triste in maniche di camicia e cravatta nera come lutto per l'anziana madre oppure per la propria vita, piccolo buffo omino che storce la bocca e tu allora guardi il suo viso devastato mentre ti racconta di un capoufficio prepotente e di una moglie che non lo capisce, guardi i suoi occhi che hanno assorbito solo la tristezza delle strade secondarie e le sue scarpe che hanno attraversato solo mucchi di foglie secche in altri autunni.
Tutto il viaggio seduto accanto all'impiegato triste che nessun capufficio mai gratificherà e nessuna moglie bacerà con passione, omino buffo con la cravatta nera che ondeggia sinistra sopra la camicia bianca che sembra un solitario deserto di neve.
Vorresti strozzarlo oppure aiutarlo mentre i vagoni della metro corrono veloci nel ventre caldo della città, pieni di piccoli poveri e bastardi impiegati tristi.

mercoledì 31 agosto 2011

Cattivi epici #4: Richard Boone

Ricordo Richard Boone come capo dei banditi nel Grande Jake con John Wayne e avversario di Paul Newman in Hombre. Due eccezionali prove d'attore.
Un malvagio DOC, un odioso e perciò magnifico, epico villain.